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25 Agosto 2025
25 agosto 2025

A occhi aperti, lentamente

Esercizi di slow looking
di Federica Pascotto
Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Il mitologico tempo lungo delle vacanze estive è sempre più breve, sempre più congestionato di attività e impegni, sia per gli adulti che per i bambini.
E se nel calderone delle cose da fare lasciassimo un tempo vuoto e lento per occuparci con attenzione e oziosamente di una cosa sola?

Dettaglio di un capitello

Scegliete – insieme ai piccoli o ai giovani che sono con voi, non importa l’età – una facciata, un dettaglio architettonico, una pala d’altare, un capitello, una tela in un museo… non serve che sia un’opera famosa, basta che abbia attirato il vostro – o il loro – sguardo e che sia comoda e vicina a voi.
L’attività di osservare lentamente è in inglese lo slow looking, e la Tate Modern offre al pubblico dei tour lenti, per incoraggiare i visitatori a dedicare qualcosa di più degli otto secondi medi che si riservano alla visione di una singola opera!
Può sembrare un’attività estrema: si suggerisce di sostare davanti all’opera per almeno cinque minuti, usando alcune cautele:

  • Mettersi comodi
  • Dimenticarsi ciò che si conosce dell’opera, per far emergere gli elementi più fisici: colori, forme, materiali…
  • Avere fiducia nelle proprie intuizioni: se l’opera ha attirato la vostra attenzione, ci sarà un motivo, ed è un motivo valido!
  • Lasciate vagabondare gli occhi sull’immagine, per stabilire nessi e connessioni
  • Ascoltate le vostre emozioni: come reagite all’opera?
  • Discutete con qualcuno delle vostre osservazioni: vi aiuterà a metterle a fuoco

E se nel calderone delle cose da fare lasciassimo un tempo vuoto e lento per occuparci con attenzione e oziosamente di una cosa sola?

Se l’osservazione pura vi spaventa, e questi cinque minuti vi sembrano interminabili, potete provare alcuni trucchi: semplici esercizi che allenano lo sguardo senza stress, con cura e leggerezza.

  1. Scegliete il vostro elemento d’interesse. Prendete un foglio e una matita. Senza mai guardare il foglio, disegnate quello che vedete, con il massimo dettaglio possibile. Quando pensate di avere finito, confrontate quello che avete realizzato con l’originale: di solito ci sono molti pasticci, che però rispecchiano le vostre modalità di lettura visiva e sono utili per capire come si guarda. Questo esercizio può essere svolto ovunque.
  2. Il secondo esercizio invece funziona bene se siete in un museo o in un luogo ricco di immagini (una chiesa con pale d’altare, un edificio affrescato…). Trovate una seconda persona con cui lavorare. A turno, scegliete un’opera e descrivetela dettagliatamente all’altra persona, che deve stare di spalle e non vedere l’immagine. Confrontate poi il risultato con l’opera originale, per capire dove la descrizione funziona e dove è stata lacunosa.
  3. Scegliete un’opera. Guardatela con attenzione. Giratevi dall’altra parte ed elencate su un foglio tutto ciò che ricordate di aver visto, senza saltare nemmeno un dettaglio. Poi rigiratevi, per vedere se siete riusciti a elencare tutto.
  4. Davanti all’opera che avete scelto, studiate un modo di riprodurla con il corpo: può essere un gesto, una posizione, la postura che scegliete. Se siete in una sala di museo, con opere diverse, e in compagnia, potete non dire qual è l’opera scelta, “mettervi in posa” e chiedere a chi vi accompagna di individuare l’opera a cui fate riferimento.

Se avrete testato qualcuna di queste modalità, godendovi il vostro tempo davanti all’opera, sentendovi a vostro agio, divertendovi – e facendo divertire chi era con voi – e se vi sembrano utili, potrete provare a proporle a scuola dopo le vacanze.

Federica Pescotto

Si occupa dello sviluppo e della gestione di programmi educativi in musei e mostre temporanee, per istituzioni pubbliche e private, progettando e coordinando attività di mediazione e accessibilità. Ha collaborato con numerosi enti, sviluppando progetti pluriennali (Musei Civici di Como e di Verona; Fondazione Musei Senesi). Ha insegnato Pedagogia dell’Arte all’Accademia di belle Arti di Bologna e di Macerata.

Per Bartolomeo ETS sviluppa progetti educativi (digitali e non) sul patrimonio culturale, esplorando nuovi metodi applicati all’educazione civica e al patrimonio. Fa parte del Gruppo di Lavoro Accessibilità 2023-2027 di ICOM Italia e dal 2010 è consulente per i Servizi Educativi della Pinault Collection a Venezia (Palazzo Grassi e Punta della Dogana).

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